PRIMA DIVISIONE: Brutti, ma vincenti

  • 12 Novembre 2021
  • Federico Agostini
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vs

Quarta giornata sul bel parquet della Alpi di Limena per la nostra seconda squadra senior (senior più di nome, che di fatto), contro i gialloblu padroni di casa dell’ex-Arcellano Simone Bettin, che ci precedono in classifica, vantando al momento due vittorie contro una sola sconfitta.

Altro giro, altro cambio di roster per Baraldo e Costantini. Tornano nei dodici Zavattiero, Bortolazzo e Nyaba e debutta Zampiron, al posto dell’infortunato Cozzi (per lui una distorsione alla caviglia, rimediata contro Vigonza, che lo terrà lontano dai campi qualche settimana). Non è certo l’ampio turnover, tuttavia, il motivo della partenza a marce ridotte dei nostri ragazzi, che, come nella trasferta di Noventa, nelle prime battute della gara cercano faticosamente la via del canestro, un po’ come Diogene cercava, lanterna in mano e in pieno giorno, l’uomo che vivesse secondo natura. Sul versante opposto, i padroni di casa sembrano, invece, passeggiare contro la nostra tenera difesa e mettono a referto 19 pezzi tondi tondi nei primi dieci minuti, chiusi con il ragguardevole vantaggio di nove lunghezze. Scioccante appare, quindi, ciò che accade nel secondo quarto: i Limenesi si squagliano come la neve di marzo! Quasi inspiegabilmente e tutto d’un colpo, il rubinetto dell’attacco di Bradaschia, altro ex-Arcellano, e soci si chiude e i nostri realizzano 16 punti senza risposta, che rivoltano la partita come un calzino. L’impiego, in contemporanea, di Nyaba e Gallo crea parecchi grattacapi ai padroni di casa, riducendo spazi e tempi nel pitturato e alterando le parabole delle conclusioni dalla breve distanza, mentre in attacco, al traino di Ricchiuti (9 punti nel periodo per il nostro capitano), facciamo il record stagionale di marcature in un quarto, ben 24, grazie al quale andiamo all’intervallo lungo sul +8.

Unico neo di un primo tempo giocato in modo più che dignitoso è la pesante situazione dei falli commessi dalle nostre guardie. Il backcourt titolare (Ricchiuti e Bassi) conta tre personali a testa, mentre il primo cambio (Zoleo) segue a ruota con due. La situazione non sarebbe, di per sé, preoccupante, se i tre di cui sopra non fossero colti da amnesia durante i primi minuti del terzo periodo: dopo soli due minuti e mezzo dalla ripresa del gioco, infatti, ci ritroviamo con Ricchiuti in panchina con cinque falli, l’ultimo dei quali commesso in attacco, e Bassi a quota quattro. A questo punto Baraldo non ha scelta, è costretto ad attingere a piene mani dalla panchina e mettere in campo una coppia di guardie inedita, composta da Zoleo e Galligioni. Eppure, nonostante la nave imbarchi acqua in attacco, dove i tempi di gioco vanno decisamente a pescare, riesce comunque a mantenere la linea di galleggiamento, sia perché gli avversari, oggettivamente, segnano poco, sia perché noi siamo piuttosto precisi alla linea della carità, dove collezioniamo un preziosissimo, quanto decisivo 8 su 9 nella seconda metà del quarto. Dopo aver mantenuto la maggior parte del vantaggio accumulato nei primi 25 minuti di gioco, iniziamo il quarto periodo avanti di 13: si tratta ora, chiaramente, di resistere per dieci minuti, cercando di gestire la partita nel miglior modo possibile, tanto più che anche Galligioni è costretto ad uscire per crampi, e le uniche due guardie, Zoleo e Bassi, sono in campo con la spada di Damocle dei quattro falli già commessi che pende sulle loro teste. Gli ultimi dieci minuti vanno annoverati tra i peggiori quarti che si siano mai visti nella pallacanestro Arcellana degli ultimi vent’anni. Se ne vedono di tutti i colori, da ambo le parti, a Milano direbbero che le due squadre giochino a “ciapa no”, considerato l’insieme di scelte insensate, errori in fase di conclusione, palloni persi collezionati dai dieci giocatori in campo. Limena riduce il divario, ma non dà mai l’idea di poter compiere il sorpasso perché troppo frettolosa e imprecisa in fase di tiro, noi tentiamo tutto il possibile per farci
riacciuffare, partorendo azioni cestisticamente incommentabili, ma alla fine ci riesce almeno una cosa buona, imbuchiamo 4 dei 6 liberi tirati negli ultimi minuti. È il classico centimetro che basta per tagliare il traguardo in testa; la Alpi è espugnata, anche se di questa partita resterà, per fortuna (ha ha ha), scarsa memoria!

Sintesi finale: tre quarti buoni e un periodo finale dal sapore di psicodramma. D’accordo la scarsa esperienza di chi si è trovato a gestire il finale di gara, ma non si trattava di una partita decisiva, quindi la follia collettiva degli ultimi dieci minuti non si spiega. Ad ogni modo, restiamo fedeli al nostro mantra: ci aspetta tanto, ma tanto lavoro in palestra per proseguire il percorso di formazione tecnica, fisica e psicologica. Nel frattempo, ci godiamo, perché no, la seconda vittoria consecutiva e il record positivo, in attesa del prossimo impegno, a Mestrino, contro i locali Raptors (palestra Don Bosco di via De Gasperi, a Mestrino, mercoledì 17 novembre, con palla a due alle 21:00).

Prua a mare, sempre! Forza Arcella!!


ARCELLA: Zoleo 4, Ortolani 4, Ricchiuti [K] 13, Zavattiero n.e., Natale 2, Bassi G. 10, Galligioni 6, Zampiron n.e., Gallo 10, Bortolazzo 5, Ndongo 1, Nyaba 4. Capo All.: Baraldo. 1° Ass.: Costantini.

LIMENA: Pengo 2, Guolo 12, Vigolo 4, Comis 2, Bradaschia [K] 9, Nicoletto 2, Scatena 2, Nicotra 8, Bertan, Monopoli 4, Olivieri 8, Rorberi 2. Capo All.: Bettin.

Arbitro: Sette di Padova.

Parziali: 19-10, 7-24 (26-34); 14-19 (40-53), 15-6.