La vittoria non arriva: titoli di coda per la D

  • 17 maggio 2019
  • Federico Agostini
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SERIE D – 05/05/19

IN’S MERCATO U.S. ARCELLA 47

SITA BASKET 2000 PAESE 68

La tanto agognata vittoria non è arrivata: Paese si impone anche in gara-2, in modo netto, e per la nostra prima squadra cala il sipario su una stagione avara di soddisfazioni agonistiche. Non è bastato lo splendido pubblico, in gran parte formato dai ragazzi delle giovanili, che ha sostenuto Agostini e compagni dal primo al quarantesimo minuto, né sono bastate le motivazioni dello staff e dei giocatori, che hanno fatto tutto il possibile per arrivare pronti al momento clou della stagione. Se non altro, l’eliminazione al primo turno dei play-out e la conseguente retrocessione pressoché diretta, non portano con sé l’amarezza del rimpianto: la squadra ha lottato, ha dato tutto, ma quel tutto non è bastato, sia per limiti fisici e tecnici, sia per evidente mancanza di esperienza, nulla che non fosse ben noto la scorsa estate, quando la società decise di confermare l’iscrizione al campionato di serie D proprio per consentire ai giovani usciti dal settore giovanile di misurarsi con un livello di pallacanestro superiore rispetto a quello a cui erano abituati.

Per la prima volta negli ultimi dieci anni, dunque, la nostra squadra di vertice non riesce a centrare l’obiettivo che si era posta ad inizio stagione, in questo caso la salvezza sul campo. Ed è forse proprio l’abitudine a rispettare le previsioni fatte a tavolino a rendere l’amara pillola ancor più difficile da deglutire per il nostro staff tecnico e la nostra dirigenza, anche se è chiaro che il nocciolo dello sport è proprio questo, saper accettare la sconfitta, prima ancora che gioire della vittoria. Consapevoli di questa oggettività, nonostante la naturale delusione generata da un risultato che ha tradito le aspettative, i nostri allenatori e dirigenti, una volta di più, non hanno ceduto alla tentazione di abbandonarsi a lamentele, recriminazioni o qualsiasi altro sfogo indotto dalla frustrazione del momento. La risposta, messa in atto già nell’immediato dopo partita, è stata la solita: guardare avanti, rimboccarsi le maniche, restare fedeli al proprio credo cestistico ed allo stesso tempo continuare ad espandere i propri orizzonti culturali… insomma, continuare a mescolare lungimiranza, impegno, coerenza e curiosità nel tentativo di migliorare la ricetta sportiva.

Detto questo, anziché raccontare la partita con Paese, relativamente alla quale ci limitiamo a fare i complimenti al nostro avversario, vincitore con merito di una doppia sfida che ha avuto poca storia, per una volta preferiamo tessere le lodi di Agostini e compagni, che forse non hanno mietuto grandi successi sul campo in questa stagione, ma sono comunque stati capaci di raggiungere alcuni traguardi importanti e per questo meritano senza dubbio un elogio. Il fatto stesso che la squadra sia rimasta compatta, abbia continuato ad allenarsi con dedizione ed abbia sfoderato alcune buonissime prestazioni nel finale di stagione, riuscendo ad andare oltre i tanti imprevisti (leggasi infortuni) e la totale assenza di riscontri agonistici positivi, rappresenta di per sé un risultato notevole. A riprova di ciò, in termini prestativi la crescita del gruppo è stata costante, per quanto non segnatamente veloce o omogenea, ed alcuni elementi, in particolare, hanno addirittura ecceduto le aspettative (su tutti la guardia tascabile Quaglia, ’99 che ha brillantemente compiuto il balzo dalla Seconda Divisione, campionato in cui ha militato lo scorso anno, alla D). Estremamente positivo anche il fatto che il nucleo senior, composto da ’95 e ’96 di lunga militanza Arcellana e trainato da capitan Agostini e dal top scorer Alberto Gobbo, abbia saputo svolgere egregiamente il proprio compito di chioccia, facilitando l’inserimento dei giovani, in gran parte debuttanti nella pallacanestro senior; in merito a questi ultimi, c’è da dire che, sebbene si siano oggettivamente dimostrati non ancora pronti per la categoria, hanno altresì confermato di poterlo diventare, a patto che, ovviamente, si armino di pazienza e buona volontà.

Dare il giusto valore ad una sconfitta è sempre complicato, solo il tempo potrà emettere un giudizio equo sulla stagione che si è appena conclusa. Nel frattempo non ci resta che riconoscere che quest’anno tante cose non hanno funzionato e che avremmo potuto, probabilmente, trovare soluzioni più efficaci ai vari problemi che via via abbiamo dovuto affrontare. Poiché, tuttavia, nello sport la sconfitta è evento molto più comune della vittoria, che rappresenta pur sempre una bellissima anomalia, dopo aver recitato il doveroso “mea culpa” intendiamo trarre più insegnamenti possibili da quanto accaduto in questi ultimi dieci mesi, capitalizzando al massimo l’esperienza vissuta. Restando fedeli al nostro approccio “steady, not flashy” (un mantra delle grandi squadre sportive americane), come il vecchio marinaio di Samuel Taylor Coleridge ci sveglieremo domattina più tristi, ma anche più saggi. E naturalmente ripartiremo con più convinzione di prima, perché vittorie e sconfitte non hanno il potere di cambiare ciò che siamo.

Prua a mare, sempre! Forza Arcella!!

ARCELLA: Agostini (cap.) 9, Ratti n.e., Quaglia 2, Pietrogrande n.e., Pranjic 2, Castiglioni L., Crescenzio 4, Agyeman, Gobbo A. 16, Scovacricchi 5, Bassi P. n.e., Stanflin 9. All.re: Costantini. 1° Ass.: Properzi.

PAESE: Zanatta 10, Fullin, Carretta 6, Pozzebon 2, Baliviera 4, Butera 6, Nasato (cap.) 8, Lembo 2, Tesser 19, Grani 3, Danesin 8. All.re: Balzan. 1° Ass.: Venturin.

Arbitri: Dal Bianco T. & Cavaliere L.

Parziali: 15-19, 12-21 (27-40); 12-14 (39-54), 8-14.

Tiri liberi: Arcella 9/26, Paese 14/20.

Tiri da 3: Arcella 0, Paese 4 (Tesser 2, Danesin 2).

Falli di squadra: Arcella 18, Paese 23.

Usciti per falli: Zanatta (Paese).

Falli tecnici: nessuno.

Espulsioni: nessuna.